Immaginando il Paese che verrà bisogna considerare inevitabilmente la questione generazionale, altrimenti continueranno a suonare nelle orecchie quelle parole di un grande cantautore italiano, Fabrizio De Andrè, che ha definito la società costruita “per anziani ricchi e non per giovani volenterosi”. La situazione è verosimilmente questa e sfido chiunque, anche pubblicamente, a sostenere che ci siano state più opportunità offerte per i giovani rispetto a qualche anno addietro. Parlare della questione non è affatto semplice e forse servirebbe affrontare l'argomento in termini nuovi. Vogliamo un paese in cui sognatori si nasce o si divena? Se è la prima ipotesi quella che ci convince allora bisogna dare ragione alla situazione attuale e non fare nulla. Infatti, oggi purtroppo sogantori si nasce: perché è la condizione economica e culturale della famiglia da cui provieni che spesso determina le scelte del percorsi di studi, di lavoro e delle opportunità che potrai ricevere; perché una parte largamente maggioritaria dei giovani vive la pericolosa paura di avere meno opportunità rispetto alle generazioni che l'anno preceduta; perché la stessa parola futuro è scomparsa dall'orizzonte di molti ragazzi e ragazze, costretti a vivere giorno per giorno; perché ci sono poche strutture che dovrebbero funzionare meglio e spazi che andrebbero reinventati. Una larga parte di loro seppur trentenni vive ancora in famiglia e una buona parte è perché uscire dal nucleo originario significherebbe veder diminuito il proprio potere di acquisto.
Insomma, i ragazzi e le ragazze di questo tempo non hanno sogni campati in aria: sono sogantori materiali. Molti obiettivi sono così difficili da raggiungere che costringono tanti ad una silenziosa rinuncia: comprarsi una casa, avere l'accesso al credito e al mutuo, e poi un figlio e mettere su famiglia; fare impresa e il tema del difficile passaggio generazionale delle attività esistenti; mettere a frutto il proprio talento, avere la possibilità di cogliere le opportunità di ampio respiro senza necessariamente fuggire dal proprio paese. Bisogna ragionarci su queste cose, abbiamo il dovere di farlo. E dovremmo costruire un Paese in cui sognatori si diventa. Ognuno deve poter realizzare i propri progetti di vita e costruirli realmente, senza privilegi ereditari di ogni genere. Le novità ci saranno nel momento in cui ci sarà un cambiamento anche del modo di amministrare partendo dal coinvolgimento. Uno dei discorsi politici più belli in assoluto è stato fatto da John F. Kennedy. Quando inaugurò la propria presidenza disse: "Non chiedete a questo paese che cosa può fare per voi, chiedetevi che cosa voi potete fare per questo paese". Oggi, finalmente, ci sono giovani che stanno ragionando su questo e nelle prossime settimane sicuramente si faranno sentire.
SOGANTORI SI NASCE O SI DIVENTA?
Mer, 03/04/2009 - 20:23 da Francesco Filipponi
- blog di Francesco Filipponi
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