Di Girolamo: stiamo lavorando per attrezzare la città lungo alcuni sentieri di sviluppo.

Data pubblicazione: 
2 Set 2010

<< L'Italia, ai ritmi attuali, tornerà solo nel 2014 ai livelli di produzione esistenti prima della crisi economica, la Francia raggiungerà il traguardo nella prima metà del 2011, la Germania il prossimo trimestre. L'Umbria è in difficoltà e sta pagando un prezzo molto alto, in particolare nello stato di sofferenza del mercato del lavoro >>, questa la chiara analisi del Prof. Bruno Bracalente al dibattito "Terni e l'Umbria per guardare il futuro" durante il quale sono intervenuti anche il Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, il Presidente di Confindustria Umbria Bruno Bernardini ed il Presidente della Provincia Feliciano Polli. << Bisogna però resistere - continua Bracalente - e guardare alle opportunità che la nuova fase di sviluppo aprirà. Un recente studio di Confindustria evidenzia due direttrici: i grandi mercati emergenti da intercettare con i prodotti di qualità e quelli delle nuove tecnologie dei materiali e delle energie rinnovabili. In questo secondo campo Terni può costruire qualcosa di importante. L'economia dei servizi avanzati inoltre mette al centro le dimensioni urbane: Terni deve interrogarsi su come intende qualificare il suo profilo di città media dell'Italia centrale, deve scegliere su cosa puntare e in quale rete di città inserirsi>>. Il Sindaco Di Girolamo risponde che l'intento che si sta perseguendo è proprio quello di << attrezzare la città lungo alcune sentieri di sviluppo come i materiali innovativi, la chimica verde, i centri di ricerca dei settori dell'ingegneria, della fisica e delle scienze della vita, ambiti che vanno rafforzati costantemente >> per compensare il ridimensionamento della produzione siderurgica (-38%) e della chimica (oltre il -40%) e dare sostegno e nuovo slancio ad una prospettiva di rilancio del territorio. Bernardini sottolinea come << prima cosa da fare sia difendere l'esistente, perchè, ad esempio si rischia di perdere una delle due colonne storiche su cui è stata costruita la città: la chimica. Altrimenti il rischio concreto sarà quello di vedere Terni trasformarsi in una "piccola città del sud Italia", piuttosto che in una media città dell'Italia Centrale >>. Al fine di scongiurare questo scenario Bernardini, che si dimostra convinto della possibilità di farcela, invoca un grande sforzo comune di collaborazione tra tutti gli attori del sistema territoriale per favorire la crescità attraverso l'aumento di competitività delle aziende ed un impegno in investimenti in quelle infrastrutture necessarie per << collegarci al mondo in modo "economicamente compatibile">>. Allargare l'obiettivo sul territorio andando oltre la dimensione cittadina, al fine di integrare poltiche e tutte le risorse dell'area è invece l'invito del Presidente della Provincia Feliciano Polli, il quale, apre ad una riflessione sulle positive forme di collaborazione istituzionale in corso tra la Provincia di Terni e quelle di Rieti e Viterbo.