Con le ultime due sentenze della Corte dei Conti si chiude definitivamente la lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto Leopoldo Di Girolamo. Dal 2016, tra procedimenti penali, civili e contabili, l’ex sindaco di Terni ha affrontato 10 procedimenti, ottenendo 10 assoluzioni.
Le ultime decisioni riguardano il regolamento Tari 2014 e il laboratorio di biotecnologia e si aggiungono alle precedenti assoluzioni, tra cui quella nel processo sul verde pubblico, conclusosi con l’assoluzione di tutti gli imputati perché “il fatto non sussiste”, e quella sul dissesto finanziario del Comune, in cui la Corte dei Conti ha riconosciuto sia la natura storica e stratificata del debito sia gli interventi messi in campo dall’amministrazione per risanare i conti.
«Quella che oggi voglio rimarcare è la verità giudiziaria – ha dichiarato Di Girolamo –. Non coincide con la verità politica o con quella storica, ma entrambe non possono prescindere da ciò che la giustizia ha definitivamente accertato».
Di Girolamo ha inoltre ricordato il contesto politico in cui maturarono quelle vicende, profondamente diverso da quello attuale, sottolineando l’evoluzione del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Ha infine smentito le ricostruzioni che attribuivano un ruolo all’ex sottosegretario Giampiero Bocci nella vicenda del dissesto, riconoscendogli correttezza istituzionale e pieno rispetto dell’autonomia delle procedure amministrative.
Il Partito Democratico esprime soddisfazione per la conclusione definitiva di una vicenda che ha pesato per anni su Leopoldo Di Girolamo e sulla sua famiglia, rinnovando nei suoi confronti la stima, la fiducia e la vicinanza che non sono mai venute meno.